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Dopo 33 anni al timone della società di informatica più famosa al mondo, di cui è stato fondatore,
Bill Gates ha deciso di lasciare il comando al suo storico braccio destro, Steve Ballmer,
che assume la carica di amministratore delegato.
Steven Anthony Ballmer
Nato a Detroit, 24 marzo 1956, laureato ad Harvard con un master alla
Università di Stanford in amministrazione aziendale, padre di 3
figli . Sono i
primi dati indentificativi di Steve Ballmer, il nuovo
CEO di Microsoft, ovvero del successore a
William Henry Gates III, al secolo Bill Gates.
Un'amicizia, quella fra Gates e Ballmer, che comincia al college
dove quest'ultimo è manager della squadra di football e si
impegna nel giornale universitario "Harvard Crimson". Nel 1977
ottiene la laurea in matematica ed economia.
I due anni successivi li passa lavorando per Procter & Gamble,
dove conosce Jeffrey R. Immelt, l'attuale amministratore
delegato di General Electric, una delle più importanti
multinazionali americane specializzate in tecnologie e servizi.
L'11 giugno 1980 entra in Microsoft col compito di coordinare
alcune divisioni, fra cui quella per lo sviluppo del sistema
operativo e quella delle vendite.
Vent'anni dopo, nel 2000, è nominato amministratore delegato
della Microsoft. In quell'occasione Bill Gates si preoccupa di
mantenere il controllo esclusivamente sulla cosiddetta "visione
tecnologica". L'era Gates sta per tramontare, ma ci vorranno
ancora otto anni perché Ballmer possa vedere il suo nome sulla
porta dell'ufficio che per oltre trent'anni è stata del
fondatore di Microsoft.
Il "cattivo ragazzo" si fa strada. Il "Bad boy" di casa
Microsoft - così lo definisce la biografia non autorizzata su
Ballmer uscita nel 2003 per mano di Fredric Alan Maxwell - si fa
notare dalla pubblica opinione da subito. Per i suoi modi
irruenti, decisi, per nulla diplomatici. Con quella sua aria da
venditore porta a porta che incita gli impiegati a mettercela
tutta, a non demordere mai. Come se non bastasse essere i numeri
uno fra le software house mondiali.
La diffusione di sistemi operativi Microsoft che sfiora il 90%
mondiale non è sufficiente. Quel 10% sembra impensierire, e
anzi, fa andare su tutte le furie il "cattivo ragazzo".
L'avanzata di Apple lo preoccupa, la presenza di un altro
sistema operativo alternativo aperto - GNU/Linux - gli manda
letteralmente il sangue al cervello, tanto da fargli dichiarare
pubblicamente nel 2001: "Linux è un cancro che aggredisce il
senso della proprietà intellettuale d'ogni cosa che tocca.".
L'attuale numero uno di Microsoft ce ne ha per tutti. Lancia
accuse "a ruota libera" di comunismo su chi ha intenzione di
sovvertire quello che per lui è il principio sacrosanto
dell'economia: l'importante è il fine, non i mezzi. E il fine è
vendere il più possibile.
Si prende gioco di tutti, e tutti si prendono gioco di lui. Un
esempio? L'exploit sul palcoscenico di una convention, dove
arringa ai dipendenti Microsoft, saltellando da una parte
all'altra per dieci minuti, in preda a un'eccitazione non
comune, e di cui è stato diffuso online il video col titolo "La
danza del ragazzo scimmia" (Dance Monkeyboy vedi filmati
sotto). Più di recente è
stato bersaglio di un lancio di uova, da parte di uno studente
ungherese, in occasione di una conferenza di Ballmer. Ma non
basta. Taccia come "ridicolo" il nuovo gioiello di casa Apple,
l'iPhone, criticandolo per il prezzo esorbitante con cui è stato
messo in commercio. E infine conduce personalmente un'estenuante braccio di
ferro con Jerry Yang, fondatore e AD di Yahoo!, per l'acquisto del secondo
motore di ricerca più importante al mondo.
Detesta apertamente, attacca frontalmente. Fra gli incubi
peggiori di Steve Ballmer un posto d'onore spetta a Eric Schmidt,
amministratore di Google, e vecchia conoscenza di Microsoft, da
quando Schmidt era prima a capo di Sun Microsystems e poi di
Novell, principali concorrenti di Seattle. Tanto da arrivare
agli insulti quando alcune voci si rincorrono circa a un
possibile passaggio di un importante manager Microsoft verso
Mountain View.
Questo è Steve Ballmer, padre svizzero e madre americana -
cittadino onorario della città di Losanna, in Svizzera - tre
figli. Una sorta di Joseph
McCarthy dei nostri tempi, che concepisce la vita come una lotta
fra il bene il male, senza mezze misure, o sfumature. Che si
scalda con la facilità di un cerino in un incendio. Che quando
parla, urla. Per il quale il comunismo (si legga: Linux & Co) è
il male supremo, da debellare. E pensare che il nonno vive a
Minsk, in Bielorussia, dove Ballmer nel 2007 ha voluto fare una
visita non ufficiale.
Al 44° posto fra i più ricchi al mondo. Nel 2007 Ballmer era al
31° posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo. Nel
2008 scende al 44°. A certificarlo è la rivista Forbes che ne
stima il patrimonio in 15 miliardi di dollari. Una fortuna
accumulata grazie alle stock option ricevute come dipendente
Microsoft. E che appena ha potuto, nel 2003, ha incassato,
ridisegnando successivamente il programma che gestiva
l'assegnazione di azioni ai dipendenti del colosso di Seattle.
Ora, il cattivo ragazzo del software si trova
finalmente al potere. Coi suoi pregi e suoi difetti, e un ultimo
ostacolo: Bill Gates, l'unico che separa Ballmer dalla sua
apparente mania di onnipotenza. Tanto che è lo stesso Ballmer a
mettere subito le cose in chiaro in un'intervista recente al
Wall Street Journal: "Non avrò bisogno di lui (di Bill Gates,
ndr.) per niente. Questo è sicuro. Usarlo sì, aver bisogno di
lui, no." Patti chiari - è il caso di dirlo - e amicizia lunga.
Per chi vuol fargli qualche domanda, Ballmer ha divulgato la sua mail
steveb@microsoft.com non vi resta che
scrivergli.
I video di Ballmer
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